The Middle Age lives again on Tuesday 13th June, h 18.00, in the amazing scenario of "I Tatti" villa of Florence.

Musical Project and artistic direction edited by Francesco Zimei.

ENSEMBLE MICROLOGUS
Patrizia Bovi canto
Nora Tigges canto, tamburello
Enea Sorini canto, tamburello
Goffredo Degli Esposti cornamusa, zufolo, organetto
Gabriele Russo viella, ribeca
Peppe Frana liuto, guinterna

Programme:


Or su, gentili spirti ad amar pronti
ballata di Francesco degli Organi

Contesto: «Con piacere di tutti, e singularmente di Francesco musico, due fanciullette cominciarono una ballata a cantare, tenendo loro bordone Biagio di Sernello, con tanta piacevolezza e con voci sì angeliche che non che gli astanti uomini e donne, ma chiaramente si vide e udì li ucelletti, che·ssù per li cipressi erano, farsi più pressimani e i loro canti con più dolcezza e copia cantare. Le parole della ballata son queste: Or su, gentili spirti ad amar pronti» (Il Paradiso degli Alberti, III).

De’, poni amor a me
  ballata di Gherardello da Firenze (versione strumentale)

Contesto: «E levate le tavole, con ciò fosse cosa che tutte le donne carolar sapessero e similmente i giovani e parte di loro ottimamente e sonare e cantare, comandò la reina che gli strumenti venissero; e per comandamento di lei Dioneo preso un liuto e la Fiammetta una viuola, cominciarono soavemente una danza a sonare» (Decameron, I, introduzione).

Io fui già ruzignolo in tempo verde
madrigale di Donato da Firenze

Contesto: «Ditta la piacevole novella e la brigata riconfortatosi di buon confetti e grechi, è ditta alcuna cansonetta in questo modo: Io fui già ruzignolo in tempo verde» (Il Novelliere, LXXIX).

Parlamento
istampita adespota

Io vo’ ben a chi vuol bene a·mme
ballata di Gherardello da Firenze

Contesto: Il preposto «comandò a’ dansatori che una dansa facesseno, e fatta, li cantatori una cansonetta cantassero […]. E fatto il comandamento, le danse prese, li stormenti sonando tanto che le danse restarono, e restate, i cantarelli e cantarelle con voci puerili cantarono in questo modo una cansona: Io vo’ ben a chi vuol bene a me» (Il Novelliere, CXXIII).

Chi guasta l’altrui cose fa villania (“canzone del basilico”)
(elaborazione strumentale di Goffredo Degli Esposti sulla melodia citata in Fortuna disperata zibaldone)

Contesto: Per la triste vicenda di Lisabetta da Messina «fu alcun che compuose quella canzone la quale ancora oggi si canta, cioè: “Qual esso fu lo malo cristiano / che mi furò la grasta”, et cetera» (Decameron, IV, 5).


__________________________


Io mi son giovinetta e volentieri
ballata (sulla melodia di Donne, e’ fu credenza di Lorenzo da Firenze)

Contesto: i giovani della brigata «si levarono a’ balli costumati, e forse mille canzonette più sollazzevoli di parole che di canto maestrevoli avendo cantate, comandò il re a Neifile che una ne cantasse a suo nome; la quale con voce chiara e lieta così piacevolemente e senza indugio incominciò: Io mi son giovinetta e volentieri...» (Decameron, IX, conclusione).

Dansse real / Danse / Trotto
danze adespote

Contesto: «il re, che in buona tempera era, fatto chiamar Tindaro, gli comandò che fuori traesse la sua cornamusa, al suono della quale esso fece fare molte danze» (Decameron, VI).

Ottave dal Filostrato
(«Parla l’autore a’ giovani amadori [...], mostrando più nelle mature
che nelle giovinette donne porre amore». Filostrato, VIII, 29-33)

Contesto: Dopo aver «alquante canzonette belle e leggiadre cantate, chi andò a dormire e chi a giucare a scacchi e chi a tavole; e Dioneo insieme con Lauretta di Troilo e di Criseida cominciarono a cantare» (Decameron, VI, introduzione).

Tre fontane
istampita adespota

Contesto: «E dopo molte splendide vivande, levato le tavole e cantato e sonato più canti e suoni, due pulcellette con due garzonetti Mattio pigliòe con una isnella e leggiadrissima danza, dicendo Alessandro di ser Lamberto quella al tutto volere sonare elli, e co·lla sua chitarra sì dolcemente sonòe, che non ch’altri, ma Francesco musico tutto ringioire facea» (Il Paradiso degli Alberti, III).

L’acqua corre alla borrana
canzone a ballo di tradizione orale (contrafactum in Madonna pollaiola e Ballo imperiale)

Contesto: A Varlungo, Monna Belcolore «era quella che meglio sapeva sonare il cembalo e cantare L’acqua corre la borrana e menar la ridda e il ballonchio […]» (Decameron, VIII, 2).

Ciascun faccia per sé
ballata di Niccolò da Perugia


Il preposto comandò «che i cantatori dicano qualche cansonetta. Loro presti dissero: Ciascun faccia per sé» (Il Novelliere, CXXXII).

Events, exhibitions, shows, music, contemporary art, food and wine tours and much more ... Stay Connected!
Name:
Email:
I agree to the privacy policy

Museum | dalle 9.30-13-30 / 14.30-19.00

  • Palazzo pretorio

    Built  at the end of the twelfth century, it was the Alberti count family's mansion house, later Vicar's seat.

  • Boccaccio's house

    Giovanni Boccaccio's house today is a museum and also a famous library which house in  translations of Boccaccio's work such as “The Decameron”, “Ninfale Fiesolano” , etc...

  • Museum of Sacred art

    Born as an Augustinian Convent, today the building shows religious paintings of important artists.